Ho scoperto Alice non lo sa di Carmen Laterza per caso, navigando su Amazon in cerca di una lettura delicata ma profonda. La copertina semplice e il titolo evocativo mi hanno subito colpito. Quel “non lo sa” mi ha richiamato alla mente la canzone di De Gregori, un ritornello che racconta molto più di quanto sembri, e con la stessa forza evocativa mi ha attirato il romanzo. Pubblicato da Libroza, Alice non lo sa è un romanzo contemporaneo che si addentra nel mondo della famiglia, dei non detti, delle emozioni trattenute.
L’ho acquistato spinta da un impulso, eppure non me ne sono pentita. Fin dalle prime pagine ho avvertito quella sensazione rara: il bisogno di rallentare per assaporare le parole. Il tono pacato ma intenso della scrittura di Carmen Laterza mi ha cullata, trascinandomi nella vita quotidiana di una famiglia qualsiasi, dove ogni gesto nasconde un mondo.
L’autrice e il suo percorso
Carmen Laterza è un nome che avevo già incrociato online, soprattutto grazie al suo progetto “Libroza” su YouTube, dove parla di scrittura e autopubblicazione. Si percepisce subito la sua grande preparazione tecnica ma anche il coinvolgimento emotivo nei confronti dei suoi personaggi.
Pur essendo Alice non lo sa il primo suo romanzo che leggo, ne avevo sentito parlare come di un piccolo gioiello nel panorama indipendente italiano. L’autrice ha ricevuto diversi riconoscimenti per questo romanzo, e leggendo si capisce perché: la sua capacità di entrare nei personaggi e renderli autentici è davvero rara.
La sua biografia emerge in filigrana nel romanzo: l’attenzione al dettaglio, la cura nel linguaggio, la scelta consapevole di raccontare l’intimo senza forzature, tutto parla di un’autrice che ha vissuto e osservato molto.
Il viaggio nella storia
La trama ruota attorno a Alice, una bambina di sei anni, curiosa, allegra e con uno sguardo sorprendentemente profondo sulla vita. Intorno a lei ruota una famiglia in apparente equilibrio: la madre Roberta, donna stanca e frustrata che cerca di tenere tutto insieme; il padre Carlo, sempre più assente e chiuso nel suo mondo lavorativo; il fratello Riccardo, adolescente introverso in piena crisi identitaria; e la nonna Mimì, figura rassicurante ma non priva di fragilità.
Ciò che mi ha colpita di più è il modo in cui Alice “sente” piuttosto che sapere. Lei non ha gli strumenti logici per comprendere la complessità delle dinamiche adulte, ma coglie ogni cosa con un’intuizione disarmante. I suoi occhi vedono oltre le maschere, i silenzi, gli sforzi di chi le sta intorno per proteggerla.
Il libro affronta temi importanti e delicati come la crisi matrimoniale, il carico mentale delle madri, la solitudine nella vecchiaia e la difficoltà di comunicazione tra genitori e figli. Eppure lo fa con una grazia rara, senza mai diventare pesante o patetico. La scrittura è scorrevole, misurata, evocativa. Le frasi sono brevi ma cariche di significato, come piccoli sussurri che arrivano dritti al cuore.
Un momento che mi ha particolarmente toccata è un passaggio tra Alice e la nonna, quando la bambina le dice: “Sei triste oggi, ma non lo dici con la bocca. Lo dici con gli occhi”. Questa frase, così semplice e potente, racchiude tutta la bellezza del romanzo: è attraverso i dettagli che si racconta la verità.
Tra tutti i personaggi, Roberta mi ha profondamente colpita: madre stanca, donna dimenticata, lavoratrice sopraffatta. Il suo desiderio di tenere tutto insieme, di non crollare, mi ha ricordato tante donne che conosco. Anche Mimì, la nonna, è una figura luminosa: la sua filosofia di vita fatta di piccoli piaceri, di presenza silenziosa, di resilienza, lascia un segno profondo.
Il libro nel panorama letterario
A chi ha amato romanzi come “Le otto montagne” di Paolo Cognetti o “Lacci” di Domenico Starnone, troverà in Alice non lo sa la stessa capacità di raccontare i legami umani senza retorica. Rispetto ad altri romanzi contemporanei, questo si distingue per l’uso del punto di vista infantile come lente attraverso cui osservare la realtà.
Nonostante la semplicità apparente, Alice non lo sa è un libro che scava in profondità, senza scene madri o colpi di scena clamorosi: l’intensità sta nei dettagli, nei silenzi, nei respiri.
Pur non avendo ancora letto altri romanzi di Carmen Laterza, sento che questo testo si inserisce in modo originale nel mio percorso di lettura, perché riesce a raccontare la normalità con un’intensità fuori dal comune.
Lo consiglierei a chi cerca una lettura intimista, riflessiva, empatica, a chi ha voglia di emozionarsi senza essere travolto da tragedie plateali, ma semplicemente ritrovandosi nei piccoli gesti quotidiani.
Le mie riflessioni
Quello che mi è piaciuto di più di Alice non lo sa è l’onestà emotiva del racconto. Niente forzature, niente eccessi. Solo vita, com’è davvero, quando ci si ferma ad ascoltarla. La scelta di dare spazio alla voce dei bambini è potente: ci ricorda che anche i più piccoli vedono, sentono, comprendono più di quanto pensiamo.
Ci sono momenti in cui il romanzo sfiora la perfezione, soprattutto nel tratteggio dei rapporti familiari. Tuttavia, ammetto che avrei desiderato una Alice un po’ più imperfetta: la sua bontà e la sua saggezza rischiano a tratti di renderla meno credibile, quasi un simbolo più che un personaggio vero. Ma forse è proprio questa idealizzazione a permettere al lettore di riflettere con maggiore distacco.
Questa lettura mi ha lasciato dentro una dolce malinconia, come quando si rientra a casa dopo aver visitato un luogo familiare che non si vedeva da tanto. Penso che resterà con me, perché certi sguardi – come quello di Alice – ti restano dentro.
Nonostante qualche piccola ingenuità, è un romanzo scorrevole ma non banale, che parla al cuore più che alla testa.
Conclusione personale
Leggere Alice non lo sa di Carmen Laterza è stata un’esperienza intensa e delicata. Un romanzo che si insinua piano piano e, senza che te ne accorga, ti ha già lasciato qualcosa dentro.
Il mio voto personale è 4 su 5: una lettura consigliata, soprattutto a chi ama i romanzi familiari, le storie di vita quotidiana e i punti di vista inconsueti.
Il lettore ideale? Chi non ha paura di commuoversi, chi apprezza la lentezza e sa cogliere la bellezza nei dettagli.
E se anche tu hai letto questo romanzo, mi piacerebbe sapere: Alice, secondo te, lo sa davvero?
