Ho scoperto Ridere con le lacrime agli occhi di Mark T. James in un momento in cui avevo bisogno di una storia che parlasse di rinascita, di amicizia vera e del potere terapeutico degli animali. Avevo già letto il suo precedente romanzo, La gioia di correre in salita, e mi era piaciuto per la delicatezza con cui sapeva raccontare i cambiamenti interiori, con uno stile semplice ma ricco di emozioni autentiche. Quando ho visto in libreria questo nuovo titolo, pubblicato da Pienogiorno nel 2023, non ho avuto dubbi: era esattamente ciò di cui avevo bisogno.
Il genere? Un mix riuscitissimo tra narrativa contemporanea, memoir romanzato e romanzo d’ispirazione. Fin dalle prime pagine, ho ritrovato lo stesso tono empatico e ironico che mi aveva già conquistata. E, naturalmente, ho ritrovato lui: Mark, l’ex broker londinese, ormai rigenerato tra le colline delle Langhe e il suo inseparabile labrador Black.
La mia prima impressione è stata di calore e autenticità. Un libro che ti abbraccia senza retorica, che ti fa sorridere anche mentre ti punge il cuore. Il titolo, Ridere con le lacrime agli occhi, non potrebbe essere più azzeccato: è esattamente ciò che ho provato durante la lettura.
L’autore e il suo percorso
Mark T. James è uno scrittore inglese nato a Londra nel 1981. La sua voce narrativa si è fatta notare con il suo romanzo d’esordio, La gioia di correre in salita, che ha avuto un enorme successo in Europa. Ex manager della finanza, James ha deciso di lasciare tutto dopo una crisi esistenziale, e nei suoi libri riversa chiaramente la propria esperienza di “fuga dalla City” per riscoprire valori più autentici.
Il suo stile è diretto, ironico e profondamente umano. I suoi libri non sono solo storie, ma testimonianze emotive, arricchite da riflessioni sul senso della vita, l’amicizia, l’amore e il rapporto salvifico con gli animali. È evidente che l’autore infonde molto di sé nei personaggi, e Mark – il protagonista – è un alter ego con cui il lettore impara a confrontarsi, passo dopo passo.
Il viaggio nella storia
La trama di Ridere con le lacrime agli occhi si apre con una scena che ha il sapore amaro del ritorno. Mark è seduto su una panchina a Washington Square, New York, e si chiede come sia finito di nuovo lì, a due passi da Wall Street, il mondo che aveva giurato di lasciarsi alle spalle.
Dopo essersi rifugiato tra le colline delle Langhe, dove ha trovato pace, amore e autenticità, Mark è tornato a New York per aiutare il suo migliore amico Nic, violinista di fama che sta attraversando un momento difficile. Il motivo? L’azienda di famiglia in crisi lo costringe a rinunciare alla carriera musicale. Un cambiamento che lo destabilizza profondamente.
Il viaggio fisico di Mark – dalle Langhe alla metropoli – è anche un viaggio interiore. Ritorna in un ambiente che lo aveva quasi annientato, ma con un bagaglio diverso: una nuova consapevolezza di sé, un amore sincero con Lia, una donna solida e appassionata, e soprattutto, il legame indissolubile con Black, il labrador che rappresenta molto più di un semplice animale da compagnia.
Il romanzo ruota intorno a quattro grandi temi:
- La trasformazione personale e il prezzo del cambiamento.
- La vera amicizia, quella che chiede, ma anche dà tutto.
- Il potere terapeutico della natura e degli animali.
- Il valore delle seconde possibilità, anche quando sembrano impossibili.
Mark non è più il “Wolf” della finanza. È un uomo che corre per il gusto di farlo, per sentire il vento addosso e vedere la gioia di Black mentre lo segue tra i vigneti. Il contrasto con la New York frenetica è palpabile, e in quel caos lui si sente nuovamente perso.
Accanto a lui, Lia resta in Italia, ma la distanza li mette alla prova. Lei è una veterinaria appassionata e concreta, innamorata ma restia alla convivenza, segnata da un passato sentimentale complicato. Nel frattempo, Viola, l’ottimista erborista delle Langhe e compagna di Nic, decide di seguirlo a New York, diventando a sua volta emblema del coraggio che richiede l’amore.
Black, da compagno silenzioso, diventa guida e specchio. Con il suo sguardo semplice e la sua presenza costante, aiuta Mark a non smarrirsi, anche nei momenti più bui. Le scene con Black sono tra le più intense e simboliche del libro: basti pensare alla frase «E ancora una volta, come sempre, confido che sia lui a riportarmi a casa».
Uno dei passaggi più belli arriva quando Mark riflette:
“Ha detto che per lei amare significa accettare l’enigma di una persona in quanto tale. Ha detto che sentiva la tua anima vacillare.”
È un momento di svolta emotiva, in cui Mark si rende conto che non basta fuggire: occorre anche accogliere, perdonare e scegliere. Soprattutto se si vuole restare fedeli a se stessi.
Il libro nel panorama letterario
Ridere con le lacrime agli occhi si inserisce perfettamente nel filone della narrativa contemporanea di ispirazione, accanto a titoli come Le otto montagne di Paolo Cognetti o Il cane che guardava le stelle di Takashi Murakami. Ma ha una voce tutta sua: più diretta, più accessibile, forse meno letteraria ma più immediatamente empatica.
Rispetto a La gioia di correre in salita, questo secondo libro è più maturo e corale. Non è più solo la storia di un uomo che si ricostruisce, ma di un gruppo di persone che imparano a sostenersi. È un inno all’amicizia vera, quella che ti chiede di esserci anche quando farlo significa mettere a rischio il tuo equilibrio.
Nelle mie letture abituali, prediligo romanzi più introspettivi, ma questo libro ha trovato il suo spazio tra le storie che restano. Lo consiglio a chi ha amato Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani, ma desidera qualcosa di più narrativo e meno saggistico.
Le mie riflessioni
Ciò che mi ha colpita davvero in Ridere con le lacrime agli occhi è la capacità dell’autore di raccontare la fragilità maschile con dolcezza e onestà. Mark non è un eroe. È un uomo che ha sbagliato, ha sofferto, si è rialzato e ha scelto di vivere con più autenticità.
Mi sono emozionata più volte, specie nei momenti in cui il legame con Black si fa quasi spirituale. Chiunque abbia avuto un cane sa che non si tratta solo di affetto: è una connessione profonda e istintiva che ti salva. E questo libro lo racconta benissimo.
Certo, a tratti si percepiscono dei cliché (la donna forte ma fragile, l’amico artista ribelle, la campagna che cura tutto), ma li ho perdonati volentieri perché il cuore della storia pulsa forte.
È una lettura scorrevole, mai banale, che offre una vera boccata d’aria. Non è impegnativa, ma lascia il segno.
Conclusione personale
Ridere con le lacrime agli occhi di Mark T. James è un libro che ho letto tutto d’un fiato, con il sorriso sulle labbra e – sì – qualche lacrima agli occhi. È la dimostrazione che le seconde possibilità esistono, che gli amici veri valgono quanto l’amore, e che a volte basta guardare la vita con gli occhi di un cane per ritrovare la strada.
Il mio voto è 4,5 su 5. Lo consiglio a chiunque stia attraversando un momento di smarrimento, a chi ha voglia di credere ancora nelle relazioni sincere, e soprattutto a chi ama gli animali. Questo libro è una carezza, un promemoria che ci ricorda che la felicità è nelle cose semplici: un abbraccio, una corsa nei boschi, uno sguardo complice.
E tu? Hai già letto questo romanzo? Ti sei lasciato commuovere da Black e dalle Langhe? Raccontami la tua esperienza nei commenti.
