Recensione Il giorno dello sciacallo di Frederick Forsyth

da Festa Maurizio
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Ho letto Il giorno dello sciacallo di Frederick Forsyth per la prima volta qualche estate fa, durante un viaggio in treno. Mi era stato consigliato da un amico con gusti molto esigenti in fatto di thriller, uno di quelli che difficilmente si entusiasmano. Mi disse: “È il romanzo perfetto. Fidati.” E così feci.

Pubblicato nel 1971, Il giorno dello sciacallo è un caposaldo del thriller politico e della spy story, ambientato nella Francia del 1963, in un periodo storico teso e complesso: quello della decolonizzazione algerina e dei tentativi di golpe dell’OAS contro Charles de Gaulle. La trama ruota intorno a un progetto folle quanto lucido: l’eliminazione del Presidente francese da parte di un killer professionista noto come lo Sciacallo.

Fin dalle prime pagine mi sono ritrovato completamente assorbito da una narrazione serrata, intelligente, asciutta e chirurgica. Non cercavo un romanzo d’azione urlato, ma un’opera che sapesse coniugare tensione narrativa e profondità storica. L’ho trovata. E ho capito subito perché questo libro sia considerato uno dei più grandi gialli del Novecento.

Offerta
Il giorno dello sciacallo
  • Editore: Mondadori
  • Autore: Frederick Forsyth , Marco Tropea
  • Collana: Oscar bestsellers
  • Formato: Libro in brossura
  • Anno: 2024

L’autore e il suo percorso

Frederick Forsyth, ex pilota della RAF e corrispondente per la BBC e la Reuters, ha esordito con Il giorno dello sciacallo proprio nel 1971, a soli 33 anni. Un esordio che è diventato leggenda. La sua esperienza sul campo, la conoscenza diretta del mondo militare, della politica internazionale e dei servizi segreti, trasudano in ogni pagina del romanzo.

Forsyth ha poi pubblicato altri titoli celebri come I diavoli dell’inferno, Il dossier Odessa, Il negoziatore e Il quarto protocollo, confermandosi una delle voci più autorevoli del thriller geopolitico. Ma nessuna delle sue opere, a mio parere, ha l’equilibrio perfetto di questo suo romanzo d’esordio. È un libro che ha fatto scuola, ispirando generazioni di scrittori e registi.

Il viaggio nella storia

Siamo in Francia, nel 1963, poco dopo l’ennesimo attentato fallito contro de Gaulle. Il colonnello Marc Rodin, leader dell’OAS, decide che non c’è altro modo: serve un killer esterno, invisibile, infallibile. Viene quindi assoldato un sicario straniero, che si fa chiamare lo Sciacallo. L’uomo accetta solo a patto di massima libertà d’azione, denaro e anonimato totale.

Da questo momento parte una caccia all’uomo straordinaria, che si snoda tra Parigi, Londra, Roma e Vienna, passando per alberghi, cimiteri, aeroporti e ambasciate. La preparazione del delitto è minuziosa: documenti falsi, armi costruite su misura, sopralluoghi, travestimenti. Lo Sciacallo è un camaleonte, freddo, professionale, che non lascia mai nulla al caso.

Dall’altra parte, il Ministro dell’Interno francese affida le indagini a Claude Lebel, investigatore silenzioso ma letale, che coordina un’unità speciale e si lancia in una corsa contro il tempo per identificare e fermare il killer prima che sia troppo tardi.

Il punto di forza del romanzo è la tensione costante: sappiamo che il killer è inarrestabile, ma assistiamo allo sforzo disperato delle autorità nel tentare l’impossibile. L’uso alternato dei punti di vista – dello Sciacallo e di Lebel – è un espediente narrativo oggi comune, ma che all’epoca era una rivoluzione stilistica.

“Era uno di quegli uomini che non si notano mai due volte. Perfetto per il lavoro che gli era stato affidato.”

Le ambientazioni sono descritte con un’accuratezza quasi documentaristica. Gli aspetti tecnici – dalle indagini all’uso dei passaporti falsi, dalle intercettazioni ai movimenti bancari – sono trattati con una precisione che conferisce al romanzo una solidità assoluta.

Eppure, ciò che più mi ha colpito è il realismo senza fronzoli, l’assenza di sentimentalismi. Lo Sciacallo è privo di motivazioni ideologiche: è un mercenario puro, al servizio del miglior offerente. E Lebel, il suo opposto, è la personificazione dell’onestà, della razionalità, della perseveranza. Entrambi sono figure complesse ma credibili, opposte e complementari come in un perfetto scacchiere narrativo.

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Il giorno dello sciacallo
  • Editore: Mondadori
  • Autore: Frederick Forsyth , Marco Tropea
  • Collana: Oscar bestsellers
  • Formato: Libro in brossura
  • Anno: 2024

Il libro nel panorama letterario

Il giorno dello sciacallo non è solo un thriller impeccabile: è un classico della narrativa contemporanea. Ha stabilito nuovi standard per la struttura del romanzo d’azione, anticipando tecniche che sarebbero diventate canoniche nel genere. È un’opera al confine tra spionaggio, politica e noir, che riesce a essere coinvolgente per chi ama l’azione ma anche per chi cerca contenuti storici e geopolitici.

Rispetto ad altri titoli del genere – penso ai romanzi di Tom Clancy o Robert Ludlum – Forsyth mantiene una sobrietà e una compostezza formale rare. Il suo stile è essenziale, quasi giornalistico, ma carico di energia narrativa.

E la sua influenza è enorme: non è un caso se Il giorno dello sciacallo è stato adattato due volte per il cinema, nel 1973 (film di culto con Edward Fox) e nel 1997 (la versione hollywoodiana, meno fedele ma più spettacolare, con Bruce Willis e Richard Gere), oltre a miniserie più recenti.

Le mie riflessioni

Se dovessi definire Il giorno dello sciacallo con una parola, direi “esemplare”. È il libro che ogni appassionato di thriller dovrebbe leggere almeno una volta. È elegante senza essere noioso, preciso senza essere didascalico, adrenalinico senza essere esagerato.

Mi ha colpito in particolare la capacità di Forsyth di fondere finzione e realtà: la cornice storica è vera, l’attentato del 22 agosto 1962 è realmente avvenuto. Forsyth si limita a inserire un’ipotesi alternativa in quel contesto: E se un killer perfetto fosse stato assoldato davvero?

Il personaggio dello Sciacallo, con il suo volto imperscrutabile e la sua freddezza implacabile, mi ha ricordato il miglior cinema noir. Ma è il detective Lebel, con la sua tenacia e il suo acume silenzioso, che ho amato di più. Un personaggio che agisce fuori dai riflettori, ma che riesce a incarnare la lotta contro il caos.

Se proprio devo trovare un difetto, è forse l’assenza di un coinvolgimento emotivo profondo: Il giorno dello sciacallo è un meccanismo perfetto, ma mantiene una certa distanza emotiva dal lettore. E forse è proprio questo che lo rende così spaventosamente realistico.

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Il giorno dello sciacallo
  • Editore: Mondadori
  • Autore: Frederick Forsyth , Marco Tropea
  • Collana: Oscar bestsellers
  • Formato: Libro in brossura
  • Anno: 2024

Conclusione personale

Il giorno dello sciacallo di Frederick Forsyth è, senza dubbio, uno dei migliori romanzi che abbia mai letto. È un capolavoro del genere, un libro che riesce a tenerti con il fiato sospeso anche se conosci già il finale, un’impresa che pochi scrittori sanno realizzare.

Il mio voto? 5 stelle piene. Un libro da studiare, da regalare, da rileggere. Una lettura imprescindibile per gli amanti del thriller, del noir, della storia contemporanea.

Lo consiglio a chi ama le storie ad alta tensione, ma anche a chi apprezza una narrazione limpida, lucida, documentata. È un romanzo per chi crede che la letteratura di genere possa essere letteratura vera, quando è scritta così bene.

“Il thriller perfetto esiste. E porta il nome dello Sciacallo.”

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Il giorno dello sciacallo
  • Editore: Mondadori
  • Autore: Frederick Forsyth , Marco Tropea
  • Collana: Oscar bestsellers
  • Formato: Libro in brossura
  • Anno: 2024

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