Ho letto “Fu sera e fu mattina” di Ken Follett in un periodo in cui avevo voglia di immergermi in una lettura densa, storica, capace di farmi viaggiare nel tempo. Pubblicato nel 2020, questo romanzo si presenta come il prequel de “I pilastri della terra”, il primo grande capitolo della saga di Kingsbridge. Il genere è chiaramente romanzo storico, e l’ambientazione ci trasporta nell’Inghilterra dell’anno 997, alle soglie del Medioevo.
Ho scoperto questo libro poco dopo aver terminato “Mondo senza fine”, secondo volume della trilogia, e la voglia di sapere come tutto fosse iniziato mi ha spinto a iniziarne la lettura. Le prime impressioni sono state contrastanti: da un lato la solita potenza evocativa di Follett, dall’altro un ritmo iniziale un po’ lento, che ha richiesto pazienza prima di ingranare davvero.
L’autore e il suo percorso
Ken Follett è uno di quegli autori che considero ormai una garanzia. Dopo aver amato “I pilastri della terra” e apprezzato “Mondo senza fine”, sapevo bene cosa aspettarmi dal suo stile. Narratore instancabile, è celebre per la sua capacità di intrecciare vicende umane e storiche con una maestria fuori dal comune.
Follett ha scritto oltre trenta romanzi, molti dei quali bestseller internazionali, ed è stato insignito di numerosi riconoscimenti per il suo contributo alla narrativa storica. In “Fu sera e fu mattina”, il suo talento si riconferma, anche se con qualche riserva. La sua biografia, fatta di studi, viaggi e passione per la storia, si riflette chiaramente nella ricostruzione accurata dell’Inghilterra altomedievale.
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Il viaggio nella storia
La trama si apre con una scena tragica e potente: l’invasione vichinga di Combe, città natale del giovane Edgar. Il ragazzo, costruttore di barche, vede svanire i suoi sogni insieme alla vita della donna amata. Costretto a fuggire con la sua famiglia, si rifugerà a Dreng’s Ferry, un misero villaggio che col tempo diventerà l’embrione della futura Kingsbridge.
In parallelo, in Normandia, conosciamo Ragna, giovane contessa intelligente e determinata, che per amore decide di seguire l’aldermanno Wilwulf in Inghilterra. Ma la sua vita sarà presto sconvolta da intrighi, tradimenti e una lotta costante per affermare la propria voce in un mondo dominato dagli uomini.
Il terzo personaggio cardine è Aldred, monaco colto e idealista, il cui sogno è fondare una biblioteca in un’abbazia in rovina. A opporsi ai suoi progetti troviamo il malvagio vescovo Wynstan, che insieme ai fratelli Wilwulf e Wigelm incarna l’arroganza del potere e la corruzione ecclesiastica.
Il tema centrale è senza dubbio la lotta per la giustizia e la dignità, in un mondo in cui il diritto è manipolato dai potenti. Le dinamiche sociali del tempo sono rese con efficacia: il feudalesimo, le incursioni vichinghe, la subordinazione delle donne, la prevaricazione della Chiesa.
Uno dei passaggi più intensi è la scena in cui Edgar, osservando il ponte che ha costruito, si rende conto che il villaggio è cambiato: “Adesso la chiamavano King’s Bridge“. Un momento che racchiude tutto il senso di crescita, resilienza e trasformazione che il libro vuole trasmettere.
Lo stile di Follett è, come sempre, lineare, accessibile ma ricco di dettagli, capace di farci respirare l’aria pesante del Medioevo e vivere con i personaggi gioie e dolori. Tuttavia, ho trovato eccessiva la quantità di scene erotiche, spesso superflue e piuttosto ripetitive, che rischiano di appesantire il ritmo narrativo.
Il libro nel panorama letterario
“Fu sera e fu mattina” si inserisce con naturalezza nella saga di Kingsbridge, anche se cronologicamente è il primo volume. La sua particolarità è quella di riportare il lettore alle origini, raccontando come nacque la città immaginaria che fa da sfondo a tutti gli altri romanzi.
Rispetto a “I pilastri della terra”, il romanzo appare meno epico e meno avvincente, ma conserva intatta la capacità di Follett di creare personaggi vivi e profondi. Se paragonato agli altri titoli della trilogia, forse è quello con la trama più semplice, più lineare e meno ricca di colpi di scena. Tuttavia, per chi ama le saghe storiche, rimane una lettura imprescindibile.
Lo consiglio a chi ha già letto gli altri libri di Kingsbridge, ma anche a chi vuole iniziare a conoscere Follett partendo dalle radici della saga.
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Le mie riflessioni
Quello che ho apprezzato maggiormente è stata la ricostruzione storica, precisa e appassionante, che riesce a restituire con forza la durezza di un’epoca buia. Edgar, Ragna e Aldred sono personaggi che restano nel cuore, ognuno con il proprio sogno e le proprie battaglie.
Tuttavia, devo ammettere che il romanzo non mi ha emozionata come “I pilastri della terra”. Ho avvertito una sorta di già visto, una ripetizione di schemi narrativi già noti, con personaggi che sembrano versioni precedenti di quelli già conosciuti nei libri successivi. Anche il ritmo è meno serrato, con alcune parti che avrebbero potuto essere snellite senza perdere in efficacia.
Inoltre, la scarsa presenza di eventi storici realmente accaduti, a differenza degli altri romanzi della saga, rende questa lettura meno “storica” e più focalizzata sui personaggi.
Nonostante tutto, il libro ha saputo coinvolgermi. Ho sofferto per le ingiustizie, ho sperato nel riscatto, mi sono indignata di fronte al potere corrotto. Ken Follett sa come farci affezionare ai suoi protagonisti e come farci desiderare il loro trionfo.
La lettura è scorrevole, nonostante le oltre 900 pagine. Follett ha ancora una volta dimostrato di saper intrattenere con intelligenza e passione.
Conclusione personale
“Fu sera e fu mattina” è un romanzo che mi ha fatto viaggiare nel tempo, nel senso più autentico del termine. Anche se non lo considero il più riuscito della saga, è comunque un libro che consiglierei, soprattutto a chi ha amato Kingsbridge e vuole conoscere le sue origini.
Il mio voto finale è un 8 su 10. Un buon romanzo storico, ben scritto, avvincente, seppur con qualche ripetizione.
Lo consiglierei a chi ama le storie di lotta, resistenza e speranza, e a chi non ha paura di affrontare romanzi corposi. E ora tocca a voi: se avete letto anche voi “Fu sera e fu mattina”, raccontatemi la vostra esperienza. Vi è piaciuto? Vi ha emozionato quanto gli altri capitoli della saga?
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