La setta di Camilla Läckberg – Recensione

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Ho iniziato “La setta” di Camilla Läckberg e Henrik Fexeus con grandi aspettative, dopo aver letto con entusiasmo “Il codice dell’illusionista”, il primo volume della trilogia dedicata a Mina Dabiri e Vincent Walder. Pubblicato da Marsilio nel 2023, “La setta” è un thriller psicologico di oltre 750 pagine, ma si legge con tale avidità che il numero sembra dimezzarsi. Avevo voglia di un romanzo corposo, ricco di suspense e con personaggi ben caratterizzati. Läckberg, autrice di bestseller internazionali, in coppia con il mentalista Fexeus, ha saputo creare un connubio perfetto tra tensione narrativa e profondità psicologica.

Ciò che mi ha spinta a riprendere la storia di Mina e Vincent è stata la promessa di un’indagine inquietante, legata a rapimenti infantili e rituali oscuri. Non sono rimasta delusa. Anzi, ho trovato in “La setta” una complessità narrativa che raramente si incontra nei thriller più commerciali, oltre a una componente umana che mi ha toccata più del previsto.

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Gli autori e il loro percorso

Camilla Läckberg non ha bisogno di presentazioni: con oltre 30 milioni di copie vendute nel mondo, è una delle regine del giallo nordico. Insieme a Henrik Fexeus, mentalista di fama mondiale ed esperto di linguaggio non verbale, ha creato una serie che fonde investigazione e analisi psicologica con elementi di spettacolarità mentale.

Fexeus, con il suo background da performer e divulgatore scientifico, porta nei romanzi una dimensione nuova: il mentalismo e la manipolazione della percezione. L’intesa tra i due autori è palpabile: la scrittura scorre fluida, ogni personaggio è costruito con attenzione, ogni colpo di scena sembra dosato con sapienza quasi matematica.

Il viaggio nella storia

“La setta” si apre con la scomparsa di un bambino da un asilo di Södermalm, quartiere di Stoccolma. La detective Mina Dabiri si trova coinvolta in un caso che la tocca profondamente. Il bambino, Ossian, verrà ritrovato morto e a partire da quel momento, altre sparizioni e delitti inizieranno a seguire uno schema logico, rituale, quasi esoterico. L’ipotesi di una setta segreta prende corpo.

Per affrontare questa nuova indagine, Mina chiede l’aiuto del mentalista Vincent Walder, con cui non ha contatti da due anni. Il loro rapporto è complicato, segnato da eventi traumatici e da una tensione emotiva irrisolta. Insieme, Mina e Vincent scopriranno che dietro i crimini si nasconde una misteriosa organizzazione: Epicura, una setta ispirata in modo perverso alla filosofia epicurea.

Parallelamente, conosciamo meglio la squadra investigativa: Julia, appena rientrata dalla maternità; Ruben, in terapia per gestire i suoi impulsi; Christer, che cerca equilibrio tra lavoro e affetti; Peder, neopadre di tre gemelle; e Adam, un nuovo arrivato che deve affrontare pregiudizi razziali. Ogni personaggio ha un arco narrativo proprio, un passato, una voce. Questo è uno dei punti di forza del romanzo.

Uno dei temi centrali del libro è la perdita dell’innocenza: i bambini non sono solo vittime, ma simboli di un mondo che ha perso ogni contatto con la purezza. L’indagine diventa una corsa contro il tempo, con colpi di scena mozzafiato, intuizioni brillanti e altrettante false piste. Le 762 pagine si susseguono con ritmo incalzante, alternando fasi più intime a momenti di tensione pura.

“A volte, per uccidere basta credere.”

Il personaggio di Mina è tratteggiato con grande sensibilità: misofoba, dipendente dai farmaci, prigioniera delle sue paure. Vincent, dal canto suo, combatte contro il proprio senso di vuoto e la nostalgia per una vita che non riesce più a sentire sua. Insieme, formano una coppia investigativa originale e magnetica.

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Il libro nel panorama letterario

“La setta” si inserisce nel panorama del giallo scandinavo con una forza narrativa sorprendente. A differenza dei classici noir nordici più lenti e contemplativi, qui la trama è più dinamica, con un ritmo che ricorda i thriller americani ma mantiene l’introspezione tipica della scuola nordica.

Rispetto ad altri autori del genere come Lars Kepler o Jussi Adler-Olsen, la coppia Läckberg-Fexeus propone una lettura più stratificata, che unisce analisi psicologica, tensione narrativa e relazioni umane. Un thriller che va oltre l’indagine e si addentra nella fragilità dell’individuo e nel potere delle idee devianti.

Consiglio questo libro a chi ama i thriller lunghi, ricchi di colpi di scena e con protagonisti complessi. Ideale anche per chi ha apprezzato serie come “Mindhunter” o “The Fall” e cerca una narrazione con profondità e tensione.

Le mie riflessioni

“La setta” mi ha colpita per l’intelligenza della trama e la caratterizzazione dei personaggi. I temi affrontati sono duri: il fanatismo, il trauma, la manipolazione mentale. Ma la forza della storia sta nella sua capacità di non cedere mai al sensazionalismo. Anche le scene più forti sono sempre funzionali alla narrazione e mai gratuite.

Il romanzo mostra come il dolore, se non elaborato, possa trasformarsi in ossessione. Ogni personaggio è una tessera di un puzzle più grande, e ognuno ha le proprie ombre. Non esistono eroi, ma esseri umani fragili che cercano di sopravvivere.

Dal punto di vista stilistico, la scrittura è scorrevole, mai pretenziosa. Ho apprezzato molto anche i dialoghi, realistici e mai forzati. L’alternanza tra investigazione e momenti personali dà profondità al racconto. Il rapporto tra Mina e Vincent è la vera colonna vertebrale del libro: ambiguo, irrisolto, ma carico di significato.

Il finale è uno dei più riusciti che abbia letto di recente: sorprendente ma perfettamente coerente con quanto costruito fino a quel momento. Una chiusura all’altezza che lascia il lettore appagato e pronto per il prossimo capitolo.

Conclusione personale

“La setta” di Camilla Läckberg e Henrik Fexeus è un thriller solido, intenso, profondo. Un romanzo che non si limita a intrattenere ma che sa anche far riflettere. L’intreccio è ben costruito, i personaggi memorabili, la scrittura coinvolgente.

Il mio voto è 4,5 su 5. Lo consiglio a chi ama i thriller psicologici e le storie corali. Ma anche a chi cerca un’indagine che non sia solo sul crimine, ma anche sull’animo umano.

Se hai letto anche tu “La setta”, mi piacerebbe sapere: cosa ne pensi della coppia Mina-Vincent? E tu, avresti capito prima chi c’era dietro tutto?

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