Ho scoperto Game of Gods – Discesa agli Inferi di Hazel Riley quasi per caso, scrollando distrattamente TikTok in un pomeriggio di inizio autunno. Il nome del libro rimbalzava ovunque tra video emozionati, fan art e lettori in lacrime: tutti parlavano di questo romanzo new adult a tinte dark romance, ambientato nella prestigiosa Yale, dove la mitologia greca incontra il mistero, il desiderio e il pericolo. Pubblicato originariamente su Wattpad, il libro ha conquistato milioni di lettori e ha finalmente trovato spazio anche sugli scaffali delle librerie in versione cartacea.
La copertina, con quel titolo potente Game of Gods e il sottotitolo promettente “Discesa agli Inferi”, ha subito attirato la mia attenzione. Appena ho letto la sinossi, ho capito che avrei amato o odiato questa storia senza vie di mezzo: una matricola a Yale, cinque fratelli magnetici e pericolosi, giochi che nessuno osa sfidare, e una storia d’amore che si preannunciava epica e tormentata. Il risultato? Un viaggio letterario che mi ha travolto, sorpreso e — in certi momenti — fatto anche arrabbiare, ma che mi ha tenuto incollata fino all’ultima pagina.
Nessun prodotto trovato.
L’autrice e il suo percorso
Hazel Riley è un’autrice italiana, che ha saputo costruire una community fedele e appassionata attorno alle sue storie, prima su Wattpad e poi nel circuito editoriale tradizionale. Game of Gods è il primo volume di una serie che ha già raccolto numeri da capogiro, con un seguito attesissimo.
Prima di questo romanzo, non conoscevo Hazel Riley, ma dopo aver letto Discesa agli Inferi, ho iniziato a cercare altri suoi scritti e a seguirla anche sui social. Il suo stile è riconoscibile: diretto, emotivo, spesso ironico, capace di mescolare scene leggere con momenti intensi, toccando anche temi profondi. Hazel ha saputo trasporre elementi della mitologia greca in un contesto moderno, e — sebbene si prenda libertà creative evidenti — è proprio questo mix tra classico e contemporaneo che rende la sua voce originale. In Game of Gods si percepisce una forte volontà di parlare anche di ferite interiori, identità e appartenenza, elementi che forse riflettono una parte autobiografica dell’autrice stessa.
Nessun prodotto trovato.
Il viaggio nella storia
Game of Gods – Discesa agli Inferi ci trascina nel campus di Yale, dove ogni venerdì sera i fratelli Lively — Hades, Apollo, Hermes, Aphrodite e Athena — organizzano i famigerati “Giochi degli Dèi”, sfide al limite del lecito, tra sesso, violenza e psicologia. Questi fratelli sono bellissimi, temuti, inavvicinabili. Un’élite all’interno dell’élite.
Nel mezzo di questo scenario entra Haven, una ragazza di provincia, arrivata a Yale con suo fratello Newt, grazie ai sacrifici del padre. Haven è diversa: competitiva, ironica, con una mente strategica e una personalità determinata. La sua curiosità verso i fratelli Lively diventa ossessione, soprattutto verso Hades, il più oscuro e tormentato del gruppo. Tra battibecchi, tensioni, attrazioni proibite e giochi sempre più pericolosi, la loro relazione diventa il fulcro di un intreccio narrativo che mescola mito, amore e dannazione.
Il punto di forza della storia è proprio la tensione emotiva tra i due protagonisti. Hades non è il classico “bad boy” stereotipato: dietro l’atteggiamento aggressivo, nasconde traumi profondi e una dolcezza che emerge nei momenti più inaspettati. Haven, dal canto suo, è una delle poche eroine young adult recenti che non ho trovato insopportabile: fa scelte sbagliate, sì, ma non si tira mai indietro, non si finge debole e non rinnega mai ciò che è.
Lo stile di Hazel Riley è scorrevole, diretto e coinvolgente. La narrazione alterna i punti di vista di Haven e Hades, permettendoci di entrare nella loro testa, nei loro desideri, nelle loro paure. Alcuni dialoghi sono pungenti, altri carichi di tensione erotica o emozionale. Le descrizioni non sono ridondanti, ma colpiscono nel segno, e i riferimenti alla mitologia greca — seppur rielaborati in modo molto libero — donano una cornice suggestiva.
Uno dei momenti che mi ha colpito di più? La scena del gioco tra Haven e Hermes orchestrato da Aphrodite: surreale, crudo e carico di gelosia, mette in luce la dinamica distruttiva ma anche irresistibile tra Hades e Haven. La sensazione è quella di assistere a un amore che consuma, che fa male, ma che non può essere ignorato.
Nessun prodotto trovato.
Il libro nel panorama letterario
Rispetto ad altri romanzi new adult o romance con sfumature dark letti recentemente, Game of Gods riesce a distinguersi per la sua struttura a metà tra thriller psicologico e mitologia urbana. Per certi versi ricorda l’energia adolescenziale e le dinamiche tossiche di After di Anna Todd o The Royals di Erin Watt, ma con una vena più dark e simbolica.
Hazel Riley riesce a dare un’identità propria ai suoi personaggi, rendendo memorabili anche i secondari: Hermes con la sua follia contagiosa, Apollo con la sua dolcezza silenziosa, Athena con il suo gelo impenetrabile.
Rispetto a molte storie che si limitano a raccontare una love story proibita, questo romanzo propone anche temi profondi come il trauma, la dipendenza, la manipolazione psicologica e l’identità. Per questo lo consiglio non solo a chi ama gli enemies to lovers o le storie spicy, ma anche a chi cerca un po’ più di stratificazione narrativa.
Nessun prodotto trovato.
Le mie riflessioni
Ho amato Game of Gods – Discesa agli Inferi per la sua capacità di farmi arrabbiare, sorridere, emozionare e sospirare, tutto in una sola giornata di lettura. La scrittura di Hazel Riley è potente proprio perché non cerca di essere perfetta, ma sincera, ruvida, diretta. E questo, per me, è un valore.
Quello che forse avrei migliorato? Alcuni capitoli risultano un po’ lunghi e in certi momenti la narrazione si fa leggermente ripetitiva. Inoltre, il “gioco” tra mito e realtà, seppur affascinante, rischia talvolta di scivolare nel kitsch, ma resta comunque coerente con il tono della storia.
Nonostante questo, il romanzo ha avuto un impatto forte su di me. Hades è un personaggio che mi è rimasto addosso anche dopo aver chiuso il libro. La sua vulnerabilità mascherata da aggressività è trattata con rara delicatezza. Haven, con il suo spirito combattivo e la sua vulnerabilità, è la controparte perfetta.
Questo romanzo non è per tutti: è crudo, intenso, a tratti disturbante. Ma se ami le emozioni forti, le storie piene di contrasti e di passione, allora Game of Gods ti entrerà sotto pelle.
Nessun prodotto trovato.
Conclusione personale
Game of Gods – Discesa agli Inferi di Hazel Riley è stata una montagna russa emotiva. Una storia che mi ha conquistata poco alla volta, fino a diventare un’ossessione. Se potessi dare un voto da 1 a 10, gli darei un 8 pieno: non perfetto, ma assolutamente potente e memorabile.
Lo consiglio a chi ama le storie d’amore tormentate, gli ambienti universitari pieni di mistero, i personaggi imperfetti ma magnetici. E naturalmente a chi non resiste al fascino della mitologia greca rivisitata in chiave moderna.
E tu? Hai già letto Game of Gods? Fammi sapere la tua esperienza: chi è il tuo fratello Lively preferito? E cosa ne pensi del finale?
Nessun prodotto trovato.